Et voilà la tarte chocolat et framboises di Pierre Hermé, ricetta trovata (e seguita pedissequamente) sul meraviglioso Déjeuner de soleil
Una torta buonissima, semplice da preparare e comoda da trasportare. E ovviamente è di Hermé, che volere di più? La torta perfetta per un invito a casa di amici!

Vi riporto qui di seguito la ricetta, esattamente come la trovate sul Déjeuner de soleil (a parte per una minuscola variazione alla frolla dovuta al “Dai sì facciamo questa, è perfetta! Ehm e la farina di mais? Vabbè va, Pierre mi perdonerà”).
Pasta frolla (ce ne vorrà circa la metà, congelare il resto)
- 40 g di farina di mandorle
- 80 g di zucchero a velo
- un pizzico di fior di sale, la polpa di una bacca di vaniglia – io estratto di vaniglia
Ganache cioccolato-lamponi
- 150 g di lamponi frullati (freschi o surgelati - freschi!)
- 150 g di cioccolato fondente (idealmente di copertura al 64% di cacao, Majari di Valrhona)
- 200 g circa di cioccolato fondente (lo stesso tipo di prima)
- 100 g di lamponi freschi o surgelati (da far essicare)
- 50 g di lamponi freschi per decorare
1. Preparare la pasta frolla (meglio diverse ore prima – io la sera prima). Mescolare il burro morbido con lo zucchero, la farina di mandorle, il sale e la vaniglia finché non diventa cremoso. Incorporare l’uovo e infine la farina 00. Lavorare rapidamente con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Formare un palla un po’ schiacciata, coprire di pellicola e far riposare in frigo almeno un’ora - io 24 ore
2. Nel frattempo far essicare i lamponi su un aplacca coperta da crata forno a 90°C per due ore circa.
Sciogliere il cioccolato per il decoro a bagnomaria, poi spalmare su un foglio di carta forno, coprire con un altro foglio e arrotolare (maglio su un rotolo di cartone per una forma più regolare). Far solidificare in frigo due ore. Una volta duro, srotolarlo per ottenere dei pezzi un po’ arrotondati.
Io invece ho usato dei fogli di acetato sui quali ho steso il cioccolato temperato e appena asciutto, ho appoggiato sopra un peso così che non si incurvasse. La sera dopo con un coltello caldo ho ritagliato dei triangoli.
3. Riprendere la pasta frolla e stenderne la metà a 2mm di spessore circa, formare un disco di 22 cm di diametro e metterlo in una stampo da crostata imburrato (o disco senza fondo). Far dei buchi con una forchetta e mettere in frigo per 20 minuti.
4. Scaldare il forno a 170°C poi cuocere la pasta (nel suo stampo) per 15-20 minuti, deve dorare. Far raffreddare. Ricordate di aggiungere i fagioli o i pesetti sulla frolla così non gonfierà.
5. Preparare la ganache; Portare appena a bollore la polpa di lamponi poi versarla sul cioccolato tritato in due volte cercando di non incorporare aria. Aggiungere il burro e frullare. Oppure in una ciotolina di vetro mettete il cioccolato a scaglie e il burro morbido a pezzetti e scaldate appena con il forno a microonde, rimescolando spesso così da non fare danni; una volta ottenuta la ganache incorporare i lamponi frullati.
Poggiare i lamponi essiccati sul fondo della crostata poi versare la ganache. Lasciar rapprendere in frigo per un paio d’ore. Servire a temperatura ambiente con i pezzi di cioccolato e lamponi freschi.
Note (don’t panic è facile facile

)
Fidatevi, Edda ha ragione!
- Per organizzarsi al meglio, consiglio di preparare la vigilia o anche due giorni prima: la pasta frolla (10 min), i lamponi essicati e i pezzi di cioccolato. Basterà quindi alla fine cuocere la pasta, preparare la ganche e decorare.
- Per un
aspetto più professionale (alla PH) temperare il cioccolato come indicato
qui, formare un cerchio, poi tagliarlo a fette e poggiarle sulla torta.
Più o meno come ho fatto io che ho optato invece per stendere un rettangolo così da poter ritagliare i triangoli con maggiore precisione.
- Gusto: per un sapore meno intenso e più dolce, mescolare metà cioccolato al latte con metà fondente nella ganache. In questo caso, omettere il burro.
- Conservazione: la crostata si conserva bene due giorni in frigo (senza i lamponi freschi). Farla uscire però mezz’ora prima (dipende dalla temperatura esterna) per degustarla a temperatura ambiente Sì sì, in questa primavera fresca, almeno un paio d’ore fuori dal frigo.
Provatela! Grazie Edda!